un girasole impazzito di luce


I trattamenti shiatsu del pomeriggio di Open Day al Centro Servizi Navacchio: solo tre, eppure molti, molti di più.

La Giggia e lo Shiatsu

La Giggia e lo Shiatsu

Quest’anno sono arrivata al 21 ottobre con davvero poca preparazione.

In questi ultimi mesi sono un po’ pensierosa perché ci sono grandi cambiamenti in atto nella mia vita, sia dal punto di vista personale che professionale. Alcuni meravigliosi, altri no.
In ogni caso, tutto questo movimento non mi ha dato la possibilità di pensare a qualcosa di particolarmente originale per l’Open Day, né di potermi immaginare di lavorare moltissimo in un solo giorno.
Inizialmente volevo proporre un qualche tipo di seminario o workshop, da affiancare a quelli già in programma, poi avevo pensato a trattamenti brevi sulla sedia (il mio grande classico per gli eventi aperti), però poi ho capito che no, per questa volta era proprio meglio farla semplice, quindi ho pensato di proporre un trattamento all’ora, senza prenotazione, per chi volesse approfittare della mia presenza lì.

La mia prima cliente è stata C.: una giovane donna incinta, all’ottavo mese.

Il trattamento che abbiamo praticato insieme è stato molto dolce, perfetto per entrare nello spirito dello shiatsu. La delicatezza mi viene spontanea quando faccio shiatsu con una donna che sta per diventare anche una madre e con il suo bimbo (bimba, in questo caso) nella pancia.
Eppure ogni volta mi stupisce, a volte quasi mi commuove, e mi scalda sempre il cuore.
Sto in ascolto e mi avvicino alla pancia quasi in punta di piedi, per non interferire troppo nel legame tra mamma e bimbo. So che spesso le pance delle donne in gravidanza sono toccate senza nemmeno chiedere il permesso, per me è molto importante chiedere “posso toccare la pancia?“, e poi ascoltare la risposta della mamma. Una volta appoggiata la mano sull’addome chiedo anche  il permesso al bimbo. So che la risposta che aspetto arriverà solo nella mia mente e con la suggestione, eppure per me è una forma di rispetto.

Dopo C. è arrivata S: un’artista.

Gli artisti spesso sono persone che dentro hanno una moltitudine (cit. Andrea Pazienza) e S. non solo non è un’eccezione, ma lei alla sua piccola moltitudine ha dato persino una forma tangibile. Non sapevo tutto questo prima di fare il trattamento con lei, eppure le mie mani l’avevano in qualche modo sentito, trasmettendomi delle sensazioni leggere e fresche, che mi hanno più volte fatta sorridere, mai ridere. Una leggerezza intensa, non so come altro potrei definirla, di una persona piena.

Quando ho saputo chi era, è stato come unire i puntini.

L’ultimo trattamento è stato estemporaneo.

Il discorso è questo: più passa il tempo e io capisco cos’è lo shiatsu per me e meno sono convinta si possa spiegare a voce. Allora visto che ero lì e visto che mi era stata fatta la domanda diretta ho approfittato per invitare E. a ricevere un trattamento. Ho fatto entrare nella mia stanza anche S, amica di E. che si sentiva un po’ ansiosa.
Fare un trattamento con due persone nella stanza è un po’ destabilizzante, per me che sono abituata a lavorare sempre con una sola persona con lo shiatsu. Un trattamento a tre mi succede solo quando ci sono bambini che chiedono la presenza della mamma, oppure con mamme con bambini piccolissimi che quindi stanno vicini a loro nel futon.

Questa volta la mia attenzione era quasi completamente sulla persona con cui lavoravo direttamente, ma un po’ andava anche a S., che sentivo stava cercando di calmarsi. I miei movimenti, il mio tocco, le mie pressioni, quindi, erano mirati anche a trasmettere calma, serenità, armonia fuori dal nucleo che si era formato tra me e E., in qualche modo includendo anche S.

È buffo come nello stesso pomeriggio io abbia fatto solo tre trattamenti, eppure abbia lavorato con almeno cinque persone (più un personaggio, e un mondo di immagini).

A fine giornata ero felice, grata alle persone che hanno voluto condividere il loro tempo con me. Chi per un trattamento, chi per delle parole, chi con le sue attività.

Grazie anche a Barbara e che ha organizzato tutto, ad Antonio che crede tanto nel Centro Servizi e a tutti i nostri ospiti.

Mi sono sentita, come c’è scritto lì nella foto: “il girasole impazzito di luce”.


Informazioni su Monja Da Riva

Sono Monja, un’operatrice shiatsu un po’ particolare, uso lo shiatsu e tutto quello che ho imparato con più di vent’anni di danza e lavoro personale sulla consapevolezza corporea per ascoltare ed aiutare le altre persone ad ascoltarsi e a prendere coscienza profondamente del loro corpo. Lo faccio di persona, dal vivo, a Cascina (Pisa) e online.