Lo Shiatsu e la Contact Improvisation


Lo scorso weekend ho partecipato ad un seminario di Contact Improvisation a Rosignano Marittimo, allo Spazio Nomade. Ho scoperto che lo shiatsu e la contact hanno molto in comune: il contatto, il rapporto col corpo dell’altro e soprattutto un dialogo che avviene senza parole.

Shiatsu e Contact Improvisation: una scoperta che ho fatto allo Spazio Nomade lo scorso weekend

Shiatsu e Contact Improvisation: una scoperta che ho fatto allo Spazio Nomade lo scorso weekend

La Contact Improvisation mi “insegue” da anni ormai. Una ragazza di Padova con cui ho frequentato il triennio della scuola Shiatsu la pratica, credo che la mia curiosità nei confronti di questo tipo di danza sia nata proprio quando ho saputo di lei: ho visto qualche video, qualche foto, e sono rimasta affascinata dalla bellezza dei movimenti e dall’equilibrio dinamico che emerge dalle pose dei danzatori.
A me piace molto la danza contemporanea, però la trovo “difficile”, penso che per essere bella debba essere fatta davvero molto bene, altrimenti resta sempre molto intensa, ma forse poco fruibile per chi è spettatore.

Una cosa che mi aveva affascinato della contact, anche prima di provarla, è stato proprio che il dialogo tra i danzatori è spesso molto chiaro anche per chi guarda. Si vedono giochi, scherzi, momenti molto seri e addirittura sofferenze, anche se chi danza non è un professionista. In un certo senso è più “facile”.

Durante questo weekend in cui ho potuto sperimentarla mi sono resa conto che non è solo questo che mi lega alla Contact Improvisation. Il legame con lo Shiatsu è fortissimo, e secondo me si può descrivere su tre livelli:

  • Il contatto,
  • Il rapporto tra due corpi
  • L’ascolto dell’altro

 

Il contatto

Come durante un trattamento Shiatsu, nella Contact si cerca di non perdere il contatto con il corpo dell’altra persona con cui si sta danzando in quel momento. La perdita del contatto può ovviamente esserci, ma dura poco tempo ed è sempre funzionale a qualcosa.

Nella Contact il contatto può anche essere solo visivo: io guardo te negli occhi, oppure guardo la parte del corpo su cui sono appoggiata, ma c’è sempre. Quando non c’è più alcun tipo di contatto vuol dire che ci sarà un cambio di partner, oppure che la danza è finita.

Nello Shiatsu bisogna saper mantenere un contatto anche senza toccare il ricevente. A scuola, quando si è all’inizio, ci viene detto che è Assolutamente Vietato lasciare solo il ricevente, poi col tempo si capisce che è una regola valida quando si sta imparando, poi si può infrangere. Può capitare di essere costretti a spostarsi: metti che debba tossire: non posso trasferire il movimento improvviso del colpo di tosse sul corpo di una persona che è estremamente rilassata, e può capitare anche di staccarsi intenzionalmente: voglio osservare come respiri, voglio vedere se il tuo respiro è cambiato dal momento in cui abbiamo iniziato il trattamento, oppure voglio lasciare che l’energia che è stata mossa possa fluire liberamente per qualche secondo nel tuo corpo senza che ci sia un intervento esterno.

Mi stacco, e mantengo il contatto senza toccarti. Come si fa? Non lo so, è una cosa che si impara e che non sempre riesce nei primi trattamenti con una persona, ci vuole un po’ di conoscenza reciproca, e fiducia.

Il rapporto tra due corpi

Nella Contact si è sempre almeno in due. (Ci sono delle eccezioni, ma ok, non stiamo a sottilizzare ;) ).

Ci si guarda, ci si sfiora, ci si appoggia e a volte ci si solleva. Si usa il corpo dell’altro per muoversi nello spazio, o per comunicare un’emozione. La tecnica ci aiuta quando dobbiamo usare delle leve per sollevarci sul nostro compagno, o per sollevarlo. Si impara a dosare il peso, a non stancarsi, a non usare la forza per non perdere fluidità. Si impara il rispetto sacro del corpo dell’altro.

Nello Shiatsu si è in due. Potresti dirmi che uno dei due è un soggetto passivo e invece no: chi riceve è un supporto per chi sta eseguendo il trattamento. Io per spostare il tuo corpo uso le leve, per portare la pressione, mantenere la fluidità e non stancarmi troppo uso il mio peso e non la mia forza. Rispetto il tuo corpo come se fosse il mio, per me è sacro.

L’ascolto

Nella Contact Improvisation è importantissimo ascoltare l’altro. Se si è bravi non serve parlare con la voce, lo fa il corpo per noi. Ci si confronta continuamente: ti osservo, vedo come ti muovi e capisco dove vuoi andare; ascolto il tuo peso sul mio corpo, capisco se vuoi da me un sostegno forte o se stai semplicemente appoggiandoti. Sento se qualcosa che sto facendo non ti fa stare bene, e allora cambio posizione, movimento, appoggio. Stiamo dialogando, io parlo e tu ascolti, tu parli e io ascolto. Vogliamo creare un rapporto, una comunicazione.

Nello Shiatsu l’ascolto è fondamentale. Prima e dopo il trattamento, quando mi racconti come stai e com’è andata, si tratta di una comunicazione verbale, quella a cui siamo più abituati (ma che non è comunque scontata). Durante il trattamento, invece, c’è una continua comunicazione non verbale. Io ti ascolto con le mani: sento com’è la tua energia, percepisco il tuo stato di rilassamento o le tue tensioni, lavoro per fare in modo che tu sia a tuo agio e ti senta bene. Ti ascolto anche con gli occhi: guardo i tuoi movimenti, la tua posizione, il tuo respiro. Capisco cosa mi stai comunicando anche senza che tu debba parlare. Creiamo un rapporto, una comunicazione.

 

Sei d’accordo con me che lo Shiatsu e la Contact Improvisation hanno tantissimo in comune, vero? Mi è ritornato in mente un video che avevo visto tempo fa, e che mi aveva colpito perché i movimenti di queste donne sono molto simili ai miei durante i trattamenti, e ora che l’ho riguardato ho notato anche tante sovrapposizioni con la Contact Improvisation. Per me questa danza è stata una grande scoperta, credo di aver trovato davvero il punto d’unione tra lo Shiatsu e la danza, e un punto d’unione su cui posso lavorare molto.


Informazioni su Monja Da Riva

Sono Monja, un'operatrice shiatsu un po' particolare, uso lo shiatsu e tutto quello che ho imparato con più di vent'anni di danza e lavoro personale sulla consapevolezza corporea per ascoltare ed aiutare le altre persone ad ascoltarsi e a prendere coscienza profondamente del loro corpo. Lo faccio di persona, dal vivo, a Cascina (Pisa) e online.