Il master in counselling e lo Shiatsu: un bilancio del primo anno


Nel 2015 ho iniziato un master triennale in counselling. Sta cambiando il mio modo di fare Shiatsu e sta cambiando anche me, qui ti racconto come (spoiler: no, non sono diventata una counsellor e sì, lo Shiatsu resta Shiatsu).

Ultimamente le cose grosse tendo a non dirle finché non sono successe, e poi aspetto un po’, e solo quando io per prima mi rendo conto della loro realtà allora le racconto agli altri, poi questo 2015 è stato una valanga di cose grosse, e quindi mi si sono un po’ accumulate.

Quest’anno ho iniziato un nuovo percorso di studi. Come per la scuola Shiatsu, tanti anni fa, l’ho fatto prima di tutto per me: il Master triennale  in counselling (ad indirizzo analitico-transazionale, per amor di precisione).

La mia formazione extra Shiatsu è scientifica: il liceo, l’Università, la laurea in Informatica. L’informatica è una passione molto forte ancora oggi, ma ha un grosso limite: nessuno insegna agli infomatici a parlare. Pensa al tecnico, al sistemista, al programmatore che lavorano nella tua azienda. Pensa a come si esprimono. Certo ci sono le eccezioni, ma per la maggior parte non siamo dei gran comunicatori, io questa mancanza l’ho sempre percepita come una lacuna, e mi  è sempre pesata tantissimo.

Con la mia presa di coscienza di voler fare dello Shiatsu una professione, tuttavia, è arrivata anche quella di voler imparare a comunicare meglio con i miei clienti.

Il mio compito, nel lavoro come shiatsuka, è di accogliere, ascoltare, e rispondere. Le risposte, è vero, sono quasi sempre non verbali (in un trattamento Shiatsu si parla poco, e quasi solamente all’inizio e alla fine), ma anche e forse ancor di più per questo è importante che quando si parla la comunicazione sia efficace.

Mi sono iscritta per comunicare meglio, già, e ho scoperto un tesoro.

Alla fine di ogni incontro (un weekend al mese, più le supervisioni) ci chiedono sempre “cosa ci portiamo via” dal weekend, beh, io credo di aver detto ogni volta variazioni sul tema di “una conferma di essere al posto giusto“. Questo master mi sta dando tantissimo, anche molto di più di quello che mi immaginavo. La sorpresa più grande forse è che ad ogni incontro trovavo il modo di fare dei parallelismi tra l’Analisi Transazionale e lo Shiatsu.

Sembra incredibile, sono due mondi distantissimi (l’uno con un approccio molto scientifico e pratico, l’altro molto più intuitivo e filosofico), eppure per me i punti di contatto sono molto evidenti, e alla fine ci ho anche scritto la tesi del primo anno, confrontando un tema dell’Analisi Transazionale con lo Shiatsu (Lo Shiatsu e i riconoscimenti).

La faccia orgogliosa mentre presento la tesi

La faccia orgogliosa mentre presento la tesi

Cos’è cambiato, quindi?

Sto ammorbidendo alcune modalità di approccio allo Shiatsu (e non solo allo Shiatsu…)

Mi sono resa conto che c’erano molti bianchi e neri nella mia pratica, ci sto aggiungendo qualche grigio, e piano piano stanno arrivando anche dei colori pastello: sono più sicura di me, e questo mi permette di uscire più spesso dai kata (delle sequenze precise di movimenti) che ho imparato a scuola, ma anche da quelli che mi sono auto imposta nel tempo (e qui parliamo di Shiatsu, ma non solo).

Sto lavorando molto sulla mia capacità di raccontare quello che sento, sul confrontarmi con i miei clienti riguardo il trattamento, sul cercare sempre di più la modalità per far sì che ogni trattamento sia proprio quello che serve alla persona che è lì con me in quel momento. Ho modificato le domande del primo incontro, per fare in modo che siano davvero un modo per conoscersi reciprocamente, per esempio.

il colloquio inziale e finale

Ho capito che con lo Shiatsu posso aiutare le persone in molti più modi di quanti credessi, anche modificando la periodicità degli incontri e anche online, ti faccio degli esempi con i miei clienti di ora:

  • cinque minuti per te

    Mi sono inventata questo servizio perché mi sono accorta di poter aiutare chi sente il bisogno di prendersi cura di se stesso/a ma non ha tempo, e vuole una routine completamente personalizzata e da poter davvero seguire. Ho utilizzato quello che ho imparato fino ad ora con il self shiatsu e il counselling per creare un questionario che mi aiuti ad arrivare al punto, poi un paio di colloqui via skype chiariranno qualche dubbio e infine il tenersi in contatto più o meno costante per qualche tempo per raddrizzare il tiro e avere supporto. Non sono cose che cambiano la vita, ma la alleggeriscono e fanno scoprire di avere più tempo di quello che si pensava

  • ci sono persone che fanno Shiatsu tutte le settimane, o ogni quindici giorni, per un periodo lungo di tempo.

    Vogliono che lo Shiatsu le faccia sentire bene, che sia una pausa in cui si possono rilassare senza dover chiedere niente a nessuno, senza dover rendere conto. Un momento in cui non ci sono doveri, non si deve realmente fare niente e si può stare semplicemente in ascolto e pensare (se capita) solo a sè.

  • ci sono persone che fanno un trattamento Shiatsu una volta al mese.

    Facciamo un lavoro dedicato alle stagioni, ai cinque movimenti, per esempio. Usiamo lo Shiatsu come sostegno per il periodo, facciamo dei trattamenti che danno degli input per proseguire personalmente con un lavoro ancora più individuale. Oppure come relax puro. Un regalo al mese che ci si fa perché semplicemente (ma non è mica poco!) fa stare bene.

  • ci sono delle persone che per un periodo hanno fatto Shiatsu tutte le settimane, ora ci vediamo ogni quindici giorni, o anche solamente una volta ogni tanto.

    Si decide di volta in volta come si vuole lavorare, a volte si fanno dei programmi un po’ più a lungo termine, altre volte si resta proprio nel qui ed ora.

  • ci sono persone che fanno un trattamento Shiatsu alla settimana per un periodo limitato di tempo (10/12 incontri), e con cui decidiamo un percorso per arrivare a una meta precisa.

    Lavoriamo sulle emozioni, sulle sensazioni che sono presenti prima e su quelle che sono presenti dopo il trattamento, pensando anche a quello che si è sentito durante. Spesso si arriva a questo percorso dopo un certo numero di sedute: è un confronto importante, un lavoro intenso.

Le novità sono tante, vero? E sono sicura che non è finita qui. Il master dura in tutto tre anni, e saranno una continua scoperta :)

Se ti piace l’idea di fare Shiatsu con me, se ti piace il modo in cui lavoro, perché non mi contatti e vieni a fare un trattamento?


Informazioni su Monja Da Riva

Sono Monja, un’operatrice shiatsu un po’ particolare, uso lo shiatsu e tutto quello che ho imparato con più di vent’anni di danza e lavoro personale sulla consapevolezza corporea per ascoltare ed aiutare le altre persone ad ascoltarsi e a prendere coscienza profondamente del loro corpo. Lo faccio di persona, dal vivo, a Cascina (Pisa) e online.