Il perdono e i 5 movimenti – una storia vera


Sto scrivendo questo articolo perché penso che il perdono (spoiler!) sia uno strumento potente che abbiamo tutti e possiamo imparare ad usare

Io qui ti racconto come ho fatto e come mi sono sentita dopo. Mi piacerebbe che potessi provare anche tu, e dirmi come ti sei sentito o sentita, sarò felice di ascoltarti.

Perdonare non vuol dire per forza dimenticare, può semplicemente voler dire lasciare il peso dell’offesa a chi ce l’ha lanciato, e proseguire.

Sto vivendo un periodo complesso, fatto anche di grandi arrabbiature e delusioni che hanno a tratti oscurato la vista sulla realtà, come quando la nebbia cala e mette il suo velo su tutto quello che c’è attorno (e io di nebbia ne so a palate, visto che ho vissuto gran parte della mia vita in val padana!). Queste arrabbiature mi hanno per qualche istante impedito di vedere con chiarezza la situazione.

Finalmente oggi mi sono fermata e ho riflettuto: ho cercato di utilizzare gli strumenti che ho per mandare via la nebbia e riportare serenità (e magari un po’ di sole dentro, perché fuori non sembra collaborare molto, eh).

Dopo essermi presa del tempo per riflettere ho capito che non avrei potuto modificare la situazione, cambiare la realtà o continuare a lottare, alimentare la rabbia e combattere i mulini a vento, ma soprattutto ho capito che non voglio portare rancore. Già il verbo portare mi rimanda ad un peso, sulle mie spalle, e davvero non voglio nessun peso che non decido autonomamente di portare.

Mi sono immaginata vista da fuori mentre dicevo “ti perdono” a tutta la situazione, sorridevo e me ne andavo.

Offese, dolore, agonia / Cerchiamo di fuggire / Il perdono è la risposta.

Offese, dolore, agonia / Cerchiamo di fuggire / Il perdono è la risposta.

È stata una sensazione molto bella, il mio corpo si è addirittura rilassato: ho sentito le spalle sciogliersi e la pancia distendersi.

Ora, ogni volta che sentirò crescere la rabbia in me ritornerò a questa immagine e so che mi servirà per riportare serenità e ristabilire l’ordine dei miei obbiettivi, poi ad un certo punto non sarà più necessario ricorrere all’immagine, perché avrò davvero perdonato.

Anche questo periodo mi avrà insegnato molto: avrò preso quello che mi serve, e lasciato andare quello che non mi fa crescere.

Mi sento molto bene, ora, e sento davvero che ho lasciato il peso a chi l’ha lanciato. Ti dirò di più: non mi interessa dove sia il peso.

E ora ti spiego tutta questa faccenda con il Tao

Nei cicli dei cinque movimenti:

  • L’energia Acqua rappresenta il momento di riflessione, che mi ha portata all’inizio del processo, nutre l’energia Legno, che mi ha dato l’entusiasmo per cercare nuove soluzioni
  • Nel ciclo di controllo dei 5 movimenti l’energia Metallo (che mi insegna a lasciar andare ciò che non ci serve più) controlla l’energia Legno, in modo da non far esplodere la rabbia.
  • L’energia Legno in salute mi ha permesso di utilizzare la rabbia per andare verso la direzione che ho scelto, con l’energia Fuoco
  • L’energia Terra ha tenuto tutto assieme, facendo il suo lavoro di coesione e facendo in modo che io non impazzissi totalmente, quando non ce la facevo più.

È sempre affascinante vedere come il Tao spiega la realtà, l’approccio dei cinque movimenti mi fa sempre sentire unita e parte di un ciclo infinito. E infatti ora ricominciamo.

 


Informazioni su Monja Da Riva

Sono Monja, un’operatrice shiatsu un po’ particolare, uso lo shiatsu e tutto quello che ho imparato con più di vent’anni di danza e lavoro personale sulla consapevolezza corporea per ascoltare ed aiutare le altre persone ad ascoltarsi e a prendere coscienza profondamente del loro corpo. Lo faccio di persona, dal vivo, a Cascina (Pisa) e online.