Meditazione: il body scan


un particolare di una statua del Buddha

Quest’anno ho fatto pochi giorni di ferie, qualcuno qua e là, qualche giro in moto, qualche visita ad amici. Le mie vere vacanze saranno ad ottobre.

Spero che per te le ferie siano state riposanti, e scommetto che il ritorno è come sempre carico di aspettative: ah, questo settembre!

La cosa che mi ha aiutata a ricaricare di più le pile in questi mesi, incredibilmente, è stato il seminario residenziale di meditazione ed espressione artistica: il primo residenziale in cui io ero dalla parte degli insegnanti.

Sono rientrata carica di gratitudine verso chi ha scommesso con me su quest’avventura (a dire il vero eravamo ben allenate), verso chi ci ha affittato la struttura e ci ha supportate con gentilezza e professionalità durante le giornate di seminario, ma anche verso di me: per quello che sono riuscita a fare, per quello che ho imparato, per aver raggiunto una tappa di un viaggio che vedo lungo, ma sempre più interessante e stimolante.

Ho bisogno di lasciar sedimentare ancora un po’ quest’esperienza meravigliosa prima di raccontarla, ma lo farò.

Ma cosa te ne viene a te di leggere qui, oggi? 

Ho deciso di registrare e regalare una delle meditazioni che abbiamo usato durante il residenziale.

Non è una mia invenzione, anzi: è una delle tecniche di meditazione più famose e utilizzate in questo momento (merito del successo della mindfulness). Si chiama body scan, e può essere praticata sia da seduti (per terra, ma anche su una sedia) che da distesi.

Questa versione dura circa 20 minuti, prima di cliccare su “play” ricordati di silenziare il telefono e le notifiche del computer e infine avvisare chi hai intorno che non ti disturbi per questo lasso di tempo. Se hai paura di addormentarti metti una sveglia dopo 25 minuti (così non rischia di suonare prima della fine).

Serve a tutto quello che serve meditare.

A prendersi una pausa, a concentrarsi meglio, a prendere le distanze dai problemi contingenti e dai ritmi serrati non per allontanarsene ed evitarli, ma per affrontarli con più serenità. 

Una meditazione, una volta e poi basta, non sarà la soluzione allo stress e all’ansia, mi dispiace. Se però provi a praticarla con continuità, magari tutti i giorni per qualche settimana, vedrai che il tuo approccio verso l’esterno cambierà.

Lo so: venti minuti ogni giorno ti sembrano tanti. Ma pensaci bene: non è vero. Venti minuti li puoi trovare. Se non sai come fare e vuoi una mano scrivimi, possiamo capire insieme qual è il momento migliore per te.

E ora trova questi venti minuti e premi play qui sotto!



Informazioni su Monja Da Riva

Sono Monja, e di mestiere ascolto ed insegno ad ascoltarsi. Chi lavora con me trova in sé le risorse e la serenità per affrontare qualsiasi momento della propria vita. Sono una counsellor iscritta al CNCP e un'operatrice shiatsu. Mi trovi a Cascina (Pisa) e online.