La competenza e l’intelligenza emotiva


Cosa sono competenza e intelligenza emotiva? Perché le ritengo così importanti da dedicarci un corso?

La competenza Emotiva

Ho conosciuto il termine competenza emotiva al primo anno del master in counselling, quando mi hanno raccontato il lavoro di un uomo dalla faccia simpaticissima: Claude Steiner. Lui ne parla nel suo libro “L’alfabeto delle emozioni” (titolo originale Achieving Emotional Literacy: Ottenere competenza emotiva). La traduzione del titolo è pessima, ma il libro è interessantissimo.

Steiner dice che la competenza emotiva richiede tre capacità:

  • comprendere le proprie emozioni
  • ascoltare gli altri, e comprendere le loro emozioni
  • esprimere le emozioni in modo produttivo

L’intelligenza Emotiva

Il termine intelligenza emotiva invece l’ho ritrovato in un libro di Daniel Goleman (non è stato lui il primo ad utilizzarlo, e anche lui se sorride ha la faccia simpatica). Semplificando pagine e pagine di letteratura in due righe:

  • Essere emotivamente competenti significa sapere quali emozioni viviamo noi e gli altri, cosa le ha provocate e cosa può succedere quando le lasciamo libere di esprimersi.
  • Essere emotivamente intelligenti significa sapere tutto quello qui sopra, e in più anche come esprimere e utilizzare le nostre emozioni per ottenere quello che vogliamo. Una specie di passo in più.

Come funzionano e a cosa servono?

Diventando emotivamente competenti e intelligenti acquisiamo una capacità che è anche un potere: la consapevolezza e la responsabilità di poter scegliere quando e come esprimere le nostre emozioni, sapendo quali possono essere le conseguenze.

Tutti noi siamo più o meno coscienti di provare emozioni (soprattutto alcune, come la rabbia), ma non tutti sappiamo identificare i loro livelli. Sappiamo che siamo arrabbiati, ma magari ce ne accorgiamo quando non ne possiamo più, o ci rendiamo conto di essere tristi quando scoppiamo a piangere (un po’ come la prima volta che ho tritato una cipolla: oddio piango, cosa mi sta succedendo?). La competenza emotiva viene misurata con una scala che va dall’insensibilità (per chi non è cosciente di provare alcuna emozione) all’interattività (chi capisce molto bene quali sono le emozioni che prova, quelle che provano gli altri e ci sa interagire), all’interno di questi due estremi ci sono la consapevolezza fisica dell’emozione, la capacità di esprimerla verbalmente, la percezione del suo livello di intensità, l’empatia.

Mi affascina molto il legame tra emozioni e corpo, è meraviglioso per me vedere confermate scientificamente ciò che sentivo facendo shiatsu: ascoltando il nostro corpo, possiamo arrivare a comprendere profondamente le nostre emozioni. Intuitivamente già prima di studiare Steiner e Goleman io avevo capito tutto ciò ma non sapevo come esprimerlo: ora so che lavorando per aumentare la competenza emotiva possiamo comprendere tanti dei messaggi che ci lancia il nostro corpo. È come un serpente che si morde la coda, ma per una buona ragione!

Le emozioni che proviamo noi umani del 2017 sono molto probabilmente le stesse che provavano i nostri antenati, ancora prima che diventassimo homo sapiens sapiens, questo perché la capacità di provarle risiede nella parte più antica del nostro cervello (il cervello rettile). Ci sono servite per aiutarci a sopravvivere in un ambiente che ci era profondamente ostile, quando noi eravamo quasi sempre le prede.

Ora i predatori siamo noi ma il nostro cervello è rimasto quello dell’uomo delle caverne che scappava dalla belva feroce. Le emozioni conservano un canale di comunicazione diretto con l’amigdala, nel cervello, che ancora adesso può essere usato per aggirare tutti i nostri filtri e innescare una reazione forte, improvvisa, totalmente inaspettata ad un evento che per un motivo qualsiasi (magari sbagliato) ci fa pensare di essere in pericolo di vita. Questo spiega alcune reazioni assurde che a volte ci capitano, dalle più banali (una rispostaccia senza motivo) alle più grosse (i raptus omicidi, quelli veri, non quelli premeditati).

Della reazione fight or fly (combatti o fuggi) parla molto bene Daniel Goleman nel suo libro Intelligenza Emotiva, un libro un po’ lunghetto ma scorrevole, te lo consiglio se vuoi approfondire.

Cosa posso fare io per te

Ho pensato ad un corso, che si chiama Emozioni & Corpo, che può rappresentare l’inizio di lavoro su competenza ed intelligenza emotiva.

Con delle visualizzazioni guidate su misura porteremo l’attenzione al corpo, e poi con alcuni strumenti dell’analisi transazionale daremo voce alle emozioni che abbiamo percepito, cercando di dare loro il nome, un aspetto amichevole, e rendercele alleate. Il primo incontro, l’11 aprile alle 19, gratuito ma a prenotazione obbligatoria, è studiato per essere di presentazione ma già molto pratico, per lasciarti andare a casa con qualche idea per lavorare su di te anche se deciderai di non venire al corso, gli altri 5 sono legati tra di loro e dedicati ognuno ad un’emozione.

Ne voglio sapere di più, magari prenotarmi!


Informazioni su Monja Da Riva

Sono Monja, un'operatrice shiatsu un po' particolare, uso lo shiatsu e tutto quello che ho imparato con più di vent'anni di danza e lavoro personale sulla consapevolezza corporea per ascoltare ed aiutare le altre persone ad ascoltarsi e a prendere coscienza profondamente del loro corpo. Lo faccio di persona, dal vivo, a Cascina (Pisa) e online.