di fatica e felicità (e girl power, anche)


Stamattina mi sono svegliata con una sensazione addosso, a cui inizialmente non riuscivo a dare un nome.

Ho dato da mangiare alla gatta, bevuto il mio bicchierone di acqua, fatto il do-in del mattino, poi la ginnastica, poi lo stretching dei meridiani, poi colazione.

Poi mi sono fermata un momento.

Ho ripensato al fine settimana, alle sensazioni che ho provato e che sto provando ancora.

Sabato c’è stato il primo evento della Rete al Femminile di Pisa.

Una giornata intensa, ricca di incontri, racconti, workshop, laboratori, sorrisi, buon cibo (che ci vuole sempre!), grandi risate e piccoli e grandi spunti per proseguire la nostra avventura di Rete e di professioniste.

La foto di gruppo delle partecipanti all'evento

La foto di gruppo delle partecipanti all’evento

Essere in questa rete vale assolutamente la fatica di alcuni giorni in cui c’è troppo da fare e la gestione della rete mi sembra una cosa troppo grande.

Questo evento è stato un grande successo sia per la quantità di persone che sono state nostre ospiti, sia per noi, che ci siamo affiatate e per un’intera giornata abbiamo lavorato davvero in squadra, pensando come gruppo e agendo come insieme.

Che meraviglia.

Sono andata a dormire stanchissima e domenica mi sono svegliata con dolori ad ogni muscolo. Il rilascio della tensione, dice. Per me che nemmeno dopo due ore di allenamenti ho dolori muscolari è proprio buffo.

Alle 10.30, sempre domenica, ero già alla Casa della Donna a fare la prova generale con la Compagnia Aradia e le altre donne che con noi hanno frequentato i laboratori dell’Atelier Boqala.

Nel pomeriggio abbiamo messo in scena questo meraviglioso rito algerino, rivisto da noi tutte, grazie ad un’idea di Tekiuen’s Cut Up, una grande artista e grande amica.

Io, Chiara (di spalle) e Roberta. Foto di Antonella

Io, Chiara (di spalle) e Roberta. Foto di Antonella

Non ho ancora foto della performance, però ne ho della preparazione (le ha fatte Antonella), e penso si veda dal mio viso, e da quello delle altre, quanto fossimo sicure di essere al posto giusto.

Essere lì, ballare con e per queste donne, partecipare ad un rito insieme alle donne e agli uomini presenti con noi, fare parte di una cosa più grande di me, mi ha fatto dimenticare la stanchezza ed il dolore

(No, non è passato, faccio ancora fatica a fare le scale).

Quindi, ecco, la sensazione che provavo stamattina, che ho ancora nel cuore, è quella che mi conferma di essere sulla strada giusta.

La fatica, la stanchezza, il dolore ci saranno, ma la strada è quella, e io sono felice.

 

Una delle frasi lette durante la performance dal gruppo narrazioni

Una delle frasi lette durante la performance dal gruppo narrazioni


Informazioni su Monja Da Riva

Sono Monja, un'operatrice shiatsu un po' particolare, uso lo shiatsu e tutto quello che ho imparato con più di vent'anni di danza e lavoro personale sulla consapevolezza corporea per ascoltare ed aiutare le altre persone ad ascoltarsi e a prendere coscienza profondamente del loro corpo. Lo faccio di persona, dal vivo, a Cascina (Pisa) e online.