di darsi il tempo di assaporare le cose 4


A volte le cose accadono così in fretta che se non ti fermi non riesci ad assaporarle.

(Lunedì 7 settembre inizia #5minbreath, mi serve proprio)

Due giorni fa, lunedì, alle 11 ho ricevuto un messaggio su whatsapp: “secondo me oggi pomeriggio ti conviene venire in studio”.

Alle 14.30 (prima non avrei fisicamente potuto) sono arrivata e ho trovato la targa dello studio spostata su un’altra porta, quella di questa stanza:
Lo studio lunedì alle 14:30: tre sedie e una scrivania

Lo studio lunedì alle 14:30

Ho deciso che tutto il resto poteva aspettare, ho preso aspirapolvere, acqua, straccio e spazzolone. Ho chiesto aiuto a tutti quelli che erano lì e alle 19 lo studio era più o meno così:

Tutto traslocato, tutto incasinato

Ore 19: tutto traslocato, tutto incasinato

È una delle stanze più belle di tutto il coworking.

Sono andata in panico perché la scrivania non ci stava, il futon girato come lo volevo io non poteva starci, avevo ancora tutte le cose da rimettere nella libreria. Sono andata a casa pensando di aver fatto una cavolata enorme: era meglio lo studio piccolo: non ci stava la scrivania ma tanto non ci sta nemmeno ora, il futon è tutto incastrato, non si passa, le sedie sono grandi, pagherò di più per stare peggio.

A casa sono stata un po’ tranquillizzata (oddio, insomma) e ieri pomeriggio sono tornata in studio con due chiavi inglesi e il mio vecchio caro tavolino Ikea in legno, quello che era la tavola della cucina quando vivevo a Padova, che è stato il mio tavolo da cucito appena mi sono trasferita a Pisa, e che da qualche anno stava in soffitta dentro la sua scatola, e con l’ultima bomba d’acqua il coperchio in cartone si era anche tutto bagnato.

L’ho montato abbastanza in fretta (sono quattro viti, una per gamba, una volta capito che le stavo montando al contrario è stato un attimo), ho spostato la libreria, il futon, la pianta, il tavolino basso. Poi ho rispostato tutto, poi ho rimesso tutto come prima. Poi ho riempito la libreria, sistemato i soprammobili e il piccolo altare sul tavolino basso.

Mi sono seduta al tavolino e ho lavorato un po’ al computer. Quando mancava poco all’ora di venire via ho deciso di mettermi a colorare uno dei disegni dell’album che mi ha regalato Ele. Con calma.
un'immagine colorata a metà

E dopo qualche minuto SBAM.

È una delle stanze più belle di tutto il coworking.

È successo davvero. Ho spostato lo studio in una delle stanze più grandi, belle e luminose che ci sono in tutto il centro. Ho più spazio, un tavolo, più luce.

Mi sono alzata in piedi, sono andata in centro al futon, mi sono seduta in seiza, ho unito i palmi delle mani e mi sono inchinata fino a terra, lasciando che le braccia cadessero davanti a me. Senza pensarci ho detto gassho.

Perché puoi chiedere, ma non saprai mai se e quando la tua richiesta sarà esaudita. E non te ne renderai conto se non ti darai il tempo di accorgertene.

Io sono grata.

A te che hai incrociato le dita per me, a te che hai sperato con me, a te che ti sei sentito triste con me quando la prima volta non mi era andata bene. A te che hai fatto di tutto per farmi avere quella stanza. A te che mi sopporti sempre.

A me, che ce la metto tutta e che sto imparando anche a fermarmi ad osservare.

Gassho

Oggi lo studio è così

Oggi lo studio è così

 


Informazioni su Monja Da Riva

Sono Monja, un'operatrice shiatsu un po' particolare, uso lo shiatsu e tutto quello che ho imparato con più di vent'anni di danza e lavoro personale sulla consapevolezza corporea per ascoltare ed aiutare le altre persone ad ascoltarsi e a prendere coscienza profondamente del loro corpo. Lo faccio di persona, dal vivo, a Cascina (Pisa) e online.


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