cose che ho imparato a stare in un animale di pezza 1


[Nota: sono sparite tutte le immagini e tutti i video, purtroppo non li avevo salvati e quindi ora non si vedono più, buuuhhh]

Durante il fine settimana dell’8 dicembre ho avuto la possibilità di esibirmi dentro un’enorme pupazzo da foca cucciola. (Presente il Gabibbo? Ecco, però foca.)

 

Non chiedetemi dettagli, non posso, se ve li dicessi dovrei poi uccidervi, però era per una buona causa e sponsorizzato da una catena di supermercati.

Fatto sta che in tre giorni sono stata a Pistoia, Arezzo, Siena, Firenze e Grosseto tornando ogni sera a Pisa. È stata una faticaccia, ma mi sono divertita tantissimo e ho conosciuto persone simpaticissime (c’erano altri enormi cuccioli come me, poi i cameramen, la coreografa, tutti i ragazzi che aiutavano il gruppo).

Ho imparato tre cose:

Se non sei mai stato dentro un enorme pupazzo di gommapiuma e peluche non puoi immaginare cosa si provi.

Davvero. È destabilizzante, perché non ti rendi conto dell’ingombro che hai e quindi sbatti ovunque, rischi di cadere per niente, ti inciampi continuamente nei tuoi piedoni. E poi non vedi un accidenti di niente.

Quando sei senza riferimenti e il tuo involucro esterno non corrisponde a quello che realmente senti dentro di te è davvero un casino. Penso a quanto sia importante sentire il proprio corpo, averne coscienza e essere in collegamento con sé stessi, anche in modo estremamente pratico, per capire come funzioniamo davvero.

Vedi solo una piccola parte di mondo davanti a te (non sopra, non sotto, non di lato: solo un piccolo cono di fronte a te).

Può succedere qualunque cosa al di fuori di quel cono e tu non te ne accorgi. Letteralmente. Ti si restringe la prospettiva, il mondo diventa piccolo piccolo e tu sei letteralmente un grosso animale in una cristalleria. Fare ogni movimento è faticoso, alcune cose banali tipo camminare sono estenuanti, e se succede un qualsiasi piccolo inconveniente il disagio diventa enorme. (A me si era staccato un pezzetto dei ganci che mi tenevano le scarpe dentro i piedoni, e camminare era diventato difficilissimo perché questi si giravano e io rischiavo di inciampare ancora di più).

Nonostante questo quando vedi i bambini sorridere o meravigliarsi aprendo gli occhioni…te ne dimentichi e ricominci a divertirti.

Le persone ti stupiscono quando sono al cospetto di un grosso animalino di pezza.

Dai bambini ricevi meraviglia, sorrisi, risatine, buffetti, carezze, bacini, abbracci, qualcuno piange, qualcuno dice “ma non è vero!” (e si vede che non ci crede affatto), qualcuno ti guarda serio serio inclinando la testolina, e poi decide che ok, ci si può fidare, vale la pena farsi fare una foto. Tutti rispondono ai tuoi saluti.

Gli adulti (sì, sto generalizzando) invece diventano dei grandi scemoni, fanno gesti inconsulti, ti spingono, fanno i dispetti, ti urlano addosso facendoti spaventare. Sembra che abbiano sospeso il senso della realtà, a volte ti viene da chiedere loro “ma non lo sai che sono una persona?”

Ne parlavamo anche con la mia socia in tutto ciò, e siamo giunte alla conclusione che si vede di cosa è capace l’umanità di fronte al diverso. Perché lo sai che sono una persona, però non sono come mi immagini, non sono come sei abituato a vedermi, ti destabilizzo e quindi invece che accettare la tua meraviglia e la mia diversità…mi picchi.

Poi non è che adesso perché ho fatto tre giorni dentro un gabibbo bianco voglio insegnare a vivere a qualcuno, eh, però questa cosa mi ha particolarmente colpito :) In tanti di quei bambini mi rivedevo e pensavo che forse io sarei stata una di quelli che si fermavano a guardare da distante, e segretamente speravano che in ogni caso uno di quei cuccioli guardasse loro e li salutasse, e infatti cercavo di salutare tutti tuttissimi quelli che vedevo, grandi piccoli, bimbi, anziani, adulti, era bello vedere le persone sorridere :)

È stata un’esperienza fantastica :)

E poi il balletto era fichissimo! Guarda: a 0:20 c’è un mio primo piano!

 


Informazioni su Monja Da Riva

Sono Monja, un'operatrice shiatsu un po' particolare, uso lo shiatsu e tutto quello che ho imparato con più di vent'anni di danza e lavoro personale sulla consapevolezza corporea per ascoltare ed aiutare le altre persone ad ascoltarsi e a prendere coscienza profondamente del loro corpo. Lo faccio di persona, dal vivo, a Cascina (Pisa) e online.


Un commento su “cose che ho imparato a stare in un animale di pezza

I commenti sono chiusi.